Apriti Sesamo

I portali della resocontazione

Quando si chiude una porta si apre un portone, ma per noi operatori nel settore della verbalizzazione si apre un portale, anzi due e per fortuna non contemporaneamente altrimenti avremmo potuto scegliere quello che più ci andava a genio.

Il 2006 è l’anno della svolta e inizia la grande avventura.

Grande festa nel mondo della verbalizzazione, c’è nel regno tanto lavoro in più per via dell’entrata in campo del nuovo sistema di registrazione delle udienze penali e del portale della giustizia, ovverosia la piattaforma sulla quale sono stati archiviati gli atti relativi ad ogni singolo processo penale fino al 2009, anno in cui entra in scena il secondo portale.

Nel 2006 non solo cambia il sistema di registrazione, ma a complicare il nostro lavoro ci si mette pure il nuovo metodo con cui redigere i verbali e, dulcis in fundo, il portale.

Per apprendere il funzionamento dell’apparato di registrazione è bastata qualche ora di “lezione”. Per il programma con cui redigere i verbali e per il portale è servito un po’ più di tempo e tre viaggi a Roma, dove è stata fatta una presentazione, altri due giorni di corso in cui è stata illustrata l’applicazione da usare per redigere gli atti e come operare sul portale, con consegna dei relativi manuali operativi.

Manuale operativo... che parolone! Io mi aspettavo di vedere quattro paginette scritte a mo’ di appunti, ma contrariamente alle mie aspettative mi sono vista consegnare due volumetti, in tutto centouno pagine. E fin qui tutto OK, penso “Eh, ma cosa vuoi che sia!”, invece ho dovuto studiare pagina per pagina, fare prove su prove per verificare se avevo studiato bene, per poi trasferire le mie conoscenze alle altre colleghe che non erano presenti a Roma.

E dopo averci messo tanto impegno per imparare come funzionava il primo portale, costellato da ticket d’udienza, ticket di verbale, codici RT e codici aule, scarti, nel 2009 la seconda mazzata! C’è da imparare come funziona il secondo portale perché il primo, che abbiamo tanto amato, va in pensione. Tutte quelle pagine studiate perché? Solo per prepararci a studiarne altre dieci? E va be’!!!

Ma poi che li hanno inventati a fare i portali? Ovvio, perché il Ministero avesse giustamente un quadro generale della situazione, ma uno degli scopi non era pure quello di avvantaggiare gli uffici? L’unica cosa che ho capito è che tanto esistono le e-mail, il cui accesso è veramente di una semplicità estrema, sempre che il computer sia collegato e connesso e ci si ricordi la password!!!

Due portali differenti in tutto e per tutto, a cominciare dalla compilazione dei campi per finire con le eventuali correzioni da apportare; quello Lutech più articolato, ma in quelle famose quarantasette pagine c’era scritto di tutto di più e si andava spediti senza problemi; al limite il file finiva negli scarti, ma per riportarlo sulla retta via bastava apportare una semplice correzione, tra l’altro suggeriva pure cosa correggere.

Siamo diventati talmente bravi col portale Lutech che con quello Postel le difficoltà di inserimento erano pari a zero e la cosa fantastica è stata che non esisteva la sezione scarti. Andava tutto a buon fine... Per la felicità di tutti, almeno credo.

Non voglio tediarvi ulteriormente, per cui a tutti i colleghi che sono operativi auguro buon portale, e nel frattempo che inventano il terzo, che si apra quel “famoso portone” per tutti noi.

 Annarita Scalas