DAL PROGETTO VOICE A ONAIR: LO STESSO ENTUSIASMO, IN UN MONDO CHE EVOLVE 

Ing. Giuliano Pirelli, Coordinatore del Progetto VOICE 

Vi aspettereste un discorso, invece prima del discorso do una risposta video al buon Carlo, ti do una risposta in video, perché d’accordo che ho inventato come dice Carlo il respeaking vero, tecnico, e l’ho dimostrato con quel filmato, però io vado molto più fiero della mia invenzione del respeaking molto più terra terra fatta dieci anni prima, quindici anni prima, quando Giacomo era bambinetto, e fatta con la tecnologia che c’era vent’anni prima, cioè i postit, è siccome è bello da vedere ve lo mostro.

 

(N.d.t. – Visione del video

 

Meno professionale, ma più piacevole.

Bene, adesso dovrei dire due parole un po’ più serie, mi è stato dato, mi sono dato il titolo dal progetto Voice al progetto onA.I.R. in una società che evolve, in un mondo che evolve e lo stesso entusiasmo. Allora, lo stesso entusiasmo, veramente, lo stesso entusiasmo di vent’anni fa in cui utilizzavamo il meglio della tecnologia per qualcosa di innovativo, ed è lo stesso entusiasmo di oggi, Carlo che si è fatto dieci volte le scale per vedere cosa succedeva sopra, il software installato all’ultimo momento, le difficoltà tecnologiche, ma in un mondo che cambia, e che cosa è cambiato tecnicamente? Beh, è cambiato tecnicamente che su questo tavolo abbiamo dei computer portatili, su in regia ce ne sono molti altri, quasi ognuno dei presenti ha un cellulare e ha tanti altri sistemi quasi computer in tasca. Quindi quello che era un miracolo allora, quel Dragon che noi caricavamo con venticinque floppy disk praticamente in venticinque ore tra caricamento e formazione e addestramento oggi si fa in venticinque minuti, e in venticinque minuti hanno potuto ricreare una situazione efficace, e quindi la scommessa cresce. Se noi vent’anni fa abbiamo fatto le prove di sottotitolazione via telefono con risultati modesti, tecnici, dimostrativi, oggi si comincia a parlarne sul serio. Se l’uscita dei cellulari con i messaggini ha permesso ai sordi una vera integrazione, almeno da quel punto di vista, quasi ci ha fatto dimenticare di sottotitolare il parlato al telefono, beh, oggi la tecnologia comincia a ripermetterlo, e allora eravamo già contenti di sottotitolare le trasmissioni televisive, di aiutare la RAI, la BBC, a migliorare qualcosa delle trasmissioni televisive sottotitolate, oggi si può fare molto di più, si sottotitola serenamente questa conferenza. Quando parliamo di integrazione – è quello che diceva Giacomo – questa immediatezza del sistema, a volte vedo discussioni sulla qualità del sottotitolo, per me è veramente secondario che la qualità sia l’80 o il 90 per cento, la realtà è che Giacomo e tante altre persone, con difficoltà di udito, hanno partecipato a pieno titolo alla giornata di oggi, hanno contribuito, hanno detto la loro, hanno capito, con un professore in classe hanno capito loro e hanno dimostrato agli altri che un sordo non sente e basta, non ha altri problemi, ha un problema di comunicazione, non ha un problema di intelligenza. Quindi questo mi dà questo entusiasmo. Io vedo questo gruppo di giovani, com’ero giovane prima io, che continua qualcosa, e il destino vuole che la data di questa riunione sia proprio oggi e io sono andato in pensione al primo settembre, quindi ci vedo un segno anche di continuità. Io non posso che incoraggiare tutti questi giovani e una cosa vorrei dire all’oratore che prima ha parlato tanto della sua esperienza di sottotitolatore e di resocontatore in altro modo e poi l’uso della tecnologia, diceva: “Avevo paura di rinunciare a tutto quello che avevo fatto prima”, ma no, quello che ha fatto sta qui, nella testa, cioè una esperienza, e questo è il motivo della profonda amicizia che mi ha sempre legato a Carlo Eugeni. Lui è venuto come studente e dottorando da me, ha fatto il dottorato in parte presso il centro di ricerca e proprio lì abbiamo scoperto questa complementarità tra l’ingegnere, il tecnico che ero io e la persona con la mentalità aperta per comprendere una lingua, memorizzarla in un istante e riproporla in un’altra lingua o in questo caso in un italiano leggermente riassunto. E questa è una cosa grandiosa che veramente solo un’interprete o un linguista sa fare veramente ed è molto bello, quindi sono molto contento di questa collaborazione che si è creata e che speriamo darà risultati per tutti. Quindi faccio gli auguri a tutti, veramente, e grazie per la presenza di tutti.