EDITORIALE

di Rossella D’Arcangelo

 

“Telelavoro” per gli italiani, “Telework” per gli anglosassoni, “Telecommute” per gli americani. Esso consente, grazie all’uso di strumenti informatici e telematici, di poter svolgere la propria professione in luoghi diversi dalla localizzazione geografica della ditta o dell’azienda con cui si collabora. Il telelavoro consente di liberare il lavoro dai vincoli spaziali e temporali e i soggetti che lo svolgono possono scegliere dove, come e quando praticarlo. Il lavoratore dipendente o libero professionista non dovrà più recarsi in ufficio per le classiche otto ore lavorative in quanto egli ha la possibilità di svolgere le sue mansioni ovunque sia installata una connessione Internet con la possibilità di poter inviare qualunque tipo di file e messaggi.

Il settore della resocontazione italiana inerente la verbalizzazione dei processi penali, che vedeva lo stenotipista presente in aula a riprendere in tempo reale il processo, ha vissuto negli ultimi anni un notevole cambiamento. I continui “tagli alla giustizia” hanno imposto una riduzione notevole del servizio. Oggi in un’aula penale di tribunale, durante lo svolgimento di un processo, non vi è più l’operatore stenotipista, ma un impianto di registrazione (supervisionato da un fonico) che digitalizza il processo penale che viene poi successivamente “trattato” dalle ditte di resontazione. Quindi gli atti d’udienza, prima prodotti in tempo reale grazie al classico “servizio di stenotipia” oggi vengono prodotti in differita in virtù del “servizio di fonoregistrazione” imposto dal Ministero di Grazia e Giustizia. L’epoca di tale cambiamento viene individuata nel 2006, precisamente il 16 novembre, quando il Ministero firma il cosiddetto “contratto d’appalto nazionale” (vedi Gazzetta Ufficiale del 22.09.2005 “Bando di gara CEE”). Il servizio di stenotipia è stato notevolmente ridotto e nelle aula di giustizia sono stati installati nuovi impianti di registrazione che hanno permesso di avere la riproduzione del processo penale in formato digitale.

Che fine hanno fatto allora gli stenotipisti? Lavorano a casa, o da casa, che dir si voglia. Le società di resocontazione hanno regolato con questi professionisti un rapporto di lavoro in modalità di telelavoro. Seppur lo stenotipista che scrive in aula in tempo reale rappresenta un costo troppo alto per lo Stato, l’imprenditore a cui è appaltato il servizio di verbalizzare degli atti processuali non può rinunciare a tale figura professionale. Prima del 2006, quando nei tribunali si “scriveva in tempo reale l’udienza” la consegna dei verbali era prevista entro massimo tre giorni, questo se l’udienza terminava dopo le ore 14.00, altrimenti la consegna – indipendentemente dalla mole di lavoro – doveva essere effettuata il giorno successivo. Oggi col servizio di fonoregistrazione le consegne sono più a lungo termine, a volte dieci giorni, a volte dipende dalla data di rinvio del procedimento da trattare. Spesso però ci sono processi “delicati” che richiedono una consegna in tempi più rapidi: il giorno dopo o tre giorni dopo. Per cui sia la velocità del trascrivere dello stenotipista, sia la sua esperienza maturata per anni nelle polverose aule dei tribunali italiani, costituiscono per l’imprenditore una garanzia sulla qualità del prodotto da consegnare al Ministero.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi del lavorare da casa? Diciamo innanzitutto che questo tipo di professionalità investe maggiormente il mondo femminile. Per una donna è più conveniente lavorare da casa? Alcune risposte e riflessioni ci vengono fornite dalle testimonianze, espresse in forma di articoli, di professionisti del settore ai quali vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.  

Resocontinforma spera di farvi cosa gradita invitandovi alla lettura dei nuovi e piacevoli articoli che propone e spensieratamente augura a tutti una serena e felice Pasqua!

 

Grazie a tutti!

Di seguito il link, assolutamente da leggere, inerente la disciplina sul telelavoro in Italia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Telelavoro#La_disciplina_del_telelavoro_in_Italia