L'appello di una di noi

L'INDECENZA DILAGA – ESSERE SOSTITUITI SUL LAVORO PERCHÉ TROPPO QUALIFICATI.

 

Avviene oggi, come è sempre avvenuto da troppi anni ormai, che presso i Tribunali Penali italiani, il servizio di fonotrascrizione degli atti dibattimentali, soggetto a gare di appalto biennali, ad ogni cambio di gestione il personale addetto subisce una sostituzione con altro personale che, nel migliore dei casi è qualificato, ma assunto con contratti decisamente ridotti sull'orario di lavoro e con produzione di caratteri maggiore, o con richieste di un livello abnorme di produzione, umanamente impossibile, sullo stesso orario di lavoro; molto spesso, invece, formando nuovo personale che ovviamente non gode dell'esperienza necessaria, non è sufficientemente informato sui propri diritti, offre un servizio scadente, e percepisce retribuzioni ancora più ridotte.

 

SIAMO ARRIVATI AD OFFERTE DI LAVORO INCONCEPIBILI SULL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

 

Mi appello a chi per disinformazione, per mancanza di iniziativa, per esigenze personali o in cerca di lavoro, si trova costretto ad accettare questo stato di cose:

 

            NON CONTINUIAMO A FARCI SFRUTTARE siamo già RIDOTTI ALL'OSSO e fino ad oggi siamo stati spremuti a sufficienza;

 

            NON FACCIAMOCI STRUMENTALIZZAREper permettere a chi ci nega i nostri diritti, di arricchirsi sulla nostra pelle;

 

            NON FACCIAMOCI INGANNARE da falsi, antiquati metodi di errata informazione o cospirazione, gli uni contro gli altri per motivi non ben specificati. Lavoriamo tutti nello stesso settore e con una qualifica acquisita da anni di servizio. Siamo verbalizzatori che rivendicano i diritti elementari del lavoro sia come soci, dipendenti a tempo determinato, indeterminato o co.co.pro. Oggi tocca a noi, ma domani - e due anni passano presto – potreste trovarvi voi nell'identica situazione e l'unica cosa certa sarà che il personale che fortunatamente potrà lavorare, lo farà a retribuzioni ancora più basse, praticamente GRATIS e non ci sarà da ridere, come non ce n'è motivo oggi, nel pensare che un tuo collega ha perso il suo lavoro non perché inefficiente o inadeguato, ma perché qualcuno deve sfruttare la possibilità di guadagnare di più. Lavorare con contratti legali che rispettano i diritti dei lavoratori è possibile anche per noi. Rimanendo divisi o sospettosi come sempre abbiamo fatto e come ancora cerchiamo di fare, non ci rendiamo conto ma stiamo partecipando ad un gioco al massacro in cui gli unici massacrati, dilaniati, impoveriti, ridotti a merce scadente venduta al minor prezzo, SIAMO SOLO NOI.

 

 

            FERMIAMO QUESTA CATENA lavoratori di oggi con salari indecenti e molto probabilmente disoccupati di domani;

 

 

            LA QUANTITÀ DI LAVORO DA SVOLGERE È SUFFICIENTE PER TUTTI, non dobbiamo essere costretti a lavorare smisuratamente per vivere, abbiamo il diritto di vivere per lavorare; ESISTONO le ditte serie, CI SONO i lavoratori qualificati, DOMANDIAMOCI: “A chi giova lo sconvolgimento biennale a cui assistiamo da anni inermi provocato da cambi di gestione delle ditte appaltatrici?”. Noi ci siamo, noi ci siamo sempre stati; noi siamo le persone dietro gli impianti di registrazione con tanto di nominativo scritto sul verbale di udienza, noi mettiamo la nostra firma sui verbali e ci assumiamo la nostra responsabilità su quanto trascriviamo e su come lo registriamo. NOI CI METTIAMO LA FACCIA E CI ASSUMIAMO LE NOSTRE RESPONSABILITÀ DINANZI AI GIUDICI TUTTI I GIORNI. Le ditte che si aggiudicano l'appalto hanno l'obbligo di metterci le loro di facce e di assumersi tutte le loro responsabilità quando dichiarano di avere il personale idoneo e qualificato (fonici, trascrittori e stenotipisti) a disposizione immediatamente e non in corso d'opera, o già occupato su altri Tribunali davanti al Ministero di Giustizia; o quando offrono lavoro a condizioni vergognose, ovviamente a chi non è in grado di valutare il rapporto tra il lavoro svolto ed il compenso adeguato e si approfittano dell'ingenuità o della disinformazione generale che avvolge questo settore.

 

            ALZIAMO UN MURO che salvi la nostra dignità di lavoratori e delle ditte serie che lo hanno gestito IERI, cercano di gestirlo OGGI e lo consolideranno DOMANI.

 

Anna Maria Tomassi