OLTRESUONI E LA SOTTOTITOLAZIONE DELLA WEB RADIO

Prof. Carlo Eugeni, Responsabile Risorse Umane

 

Buongiorno a tutti. Io in questi cinque-dieci minuti vi parlerò del progetto OltreSuoni di cui sono responsabile per il comitato scientifico, visto che è idea mia, la Presidente me lo lascia dire a me, il motto dell’Associazione – e lo devo dire pianissimo, perché altrimenti lassù si arrabbiano – è in latino ed è tratto dall’Esodo, molto impegnativo però ci indica la strada, il motto è: “Tu loqueris omnia quae mando tibi et Aaron loquetur ad faraonem”, significa – questo è Dio che parla – e dice a Mosè: “Tu dirai tutto quello che io ti dirò”, poi c’è una parentesi, Mosè dice: “Sì, però io balbetto e mi vergogno a parlare in pubblico e non riesco a raggiungere tutti quanti”, allora gli dice: “Va bene, allora Aronne, tuo fratello parlerà al faraone” e da qui nasce la figura del meturgeman, che è una figura che nella cultura ebraica è quella della persona che parla ripetendo quello che dice il maestro. Alcuni miei colleghi hanno voluto vedere in questa figura la prima forma di reaspeking senza software di riconoscimento del parlato ovviamente, ma professionalmente lo ha visto proprio in questa veste perché il meturgeman ripete quello che dice il maestro. Ho già parlato troppo di cose poco concrete, però secondo me danno l’indicazione di quello che abbiamo in mente, noi abbiamo iniziato questo progetto che si chiama “Progetto OltreSuoni” volto a rompere una barriera comunicativa che sembrava andasse totalmente a cozzare con la comunicazione dei non udenti, vale a dire la radiofonia. La radio è uno strumento che per definizione è inaccessibile alla persona non udente, perché si tratta di un mezzo di comunicazione esclusivamente orale. Con l’avvento delle web radio, delle radio via web, abbiamo avuto questa intuizione in collaborazione con una radio web di Cagliari che si chiama RadioXCaso che adesso è stata inglobata dalla radio dell’Università di Cagliari unica radio, di proiettare i sottotitoli in tempo reale di quello che dice lo speaker all’interno di una rubrica specifica, cioè noi non andiamo a sottotitolare le canzoni trasmesse alla radio, ma andiamo a sottotitolare determinate rubriche di interesse globale. Abbiamo già fatto due puntate pilota, abbiamo visto quali sono le difficoltà, abbiamo sperimentato i vari strumenti tecnici, si tratta della sottotitolazione di rubriche che noi studiamo insieme allo speaker, visto che siamo ancora nella fase scientifica abbiamo il lusso di studiare insieme allo speaker il contenuto del programma, e poi in tempo reale sottotitoliamo grazie ad un software che Synthema, un’azienda  software house di Pisa, ci ha messo a disposizione su Internet. Noi grazie a questo strumento sottotitoliamo online e correggiamo online il testo che viene letto dallo speaker in tempo reale. C’è poi anche una chat che permette alle persone che partecipano alla visione della sottotitolazione in questione di interagire con lo speaker ma anche con il respeaker, si tratta quindi di una forma comunicativa only inclusive, cioè che permette una comunicazione dell’utente, che non è per forza sordo ma può essere anche straniero o semplicemente una persona che ha la curiosità di accedere a questa nuova forma di comunicazione per vari motivi, direttamente con lo speaker.

La prima puntata l’ho fatta io ed era sulla Costituzione italiana, non ha riscontrato grande interesse, poi abbiamo fatto una seconda puntata sugli europei di calcio, e là abbiamo rivisto che l’interesse è aumentato particolarmente. D’ora in poi non mi occuperò più di fare le rubriche, però continuerò a seguire la parte scientifica per quanto riguarda appunto la preparazione dei questionari che poi verranno trasmessi – come due già sono stati trasmessi – agli utenti di questo servizio. A che cosa serve il questionario? Se la sottotitolazione viene fatta si chiede all’utente “Era bella? Era brutta?”, e l’utente ti dice “Ah, era bella, era fantastica” tu però, tu cioè io, responsabile del comitato scientifico, non so se quel servizio è stato utile o meno alla comunicazione, quindi facciamo un questionario per testare la comprensione della persona che ha ricevuto i sottotitoli. Dal livello di comprensione che testiamo anche con gli udenti, per permettere di avere un paragone, capiamo se la sottotitolazione è stata efficace oppure no, e poi andiamo ad investigare i motivi per cui quella sottotitolazione è stata efficace oppure no. Questo è un progetto che abbiamo replicato con Radio Text, che si occupa più o meno delle stesse cose ma allargando la portata, io credo che la prima forma di sottotitolazione di un programma radiofonico sia qualcosa di straordinario perché, ripeto e me ne vanto, mi lodo e mi imbrodo o, come si dice, però secondo me a ragion veduta, del fatto che questo progetto è volto a rendere accessibili a ormai dieci milioni di persone tra italiani non udenti, stranieri con scarsa competenza linguistica, tra cui anche gli italiani con un analfabetismo di ritorno, dicevo permette di far accedere a ormai dieci-dodici milioni di persone un contenuto che prima, quantomeno alle persone non udenti, era precluso. Quindi si tratta dal punto di vista comunicativo di una rivoluzione come lo è stato il web o altro, ovviamente non pretendiamo che abbia lo stesso successo, ma speriamo che nella quotidianità di una persona non udente questo possa offrire l’apertura ad uno strumento di comunicazione a cui prima non aveva accesso. Mi fermo qui, se avete domande poi penso che abbiamo previsto alla fine uno spazio per questo. Grazie.