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Cos'è la verbalizzazione

...chi opera nel settore e come.

 

La legge n. 81 del 1987 relativa

al nuovo Codice di Procedura Penale, introduce la prova testimoniale, all'interno del procedimento penale, tramite l'assunzione del metodo orale. Il Decreto Legislativo 2

 

8 luglio '89, n. 271 emana le norme di attuazione nelle quali si fa riferimento alla redazione del verbale di udienza in forma stenotipica od altro strumento meccanico, ovvero trascrizione differita del verbale di udienza. Rileva in questa sede,l'esigenza di avvalersi di personale tecnico - idoneo - estraneo all'amministrazione dello 


Stato (Cod. Proc. Penale: Libro II° Atti- Tit. III° Documentazione degli atti Art. 138 – 51 att.), per l'esecuzione materiale della trascrizione.

 

L'assunzione della prova orale con registrazione dell'udienza, garantisce l'esecuzione di un giusto processo; la redazione del verbale di udienza in forma stenotipica o trascrizione differita (verbalizzazione), agevola i tempi processuali che, nell'ipotesi di verbalizzazione riassuntiva manuale ad opera dell'ausiliario che assiste il Giudice (ovvero il Cancelliere) sarebbero esageratamente lunghi se non impossibili, oltre che, non integrali.

 

Tutte le Aule di udienza dislocate nei vari Tribunali Penali dell'intera penisola, isole comprese, vengono dotate di sistemi di registrazione e tutte le testimonianze rese, vengono debitamente registrate ed entrano a far parte, assieme ai verbali redatti da personale tecnico verbalizzatore, del fascicolo per il dibattimento.

Rientrano, nella tipologia di fonotrascrizione degli atti, anche tutte le udienze che si svolgono nelle Corti di Appello (anch'esse dotate di sistemi di registrazione), gli interrogatori preliminari dei Gip presso le Aule e, con apposita strumentazione, anche presso le Carceri, gli ospedali, le abitazioni private in caso di malattie gravi degli indagati; vengono effettuati interrogatori protetti, videoregistrazioni e tutto ciò con l'ausilio di personale tecnico verbalizzatore all'uopo qualificato.

 

 

Nasce nel 1987, la figura professionale del VERBALIZZATORE.

 

È da puntualizzare che questo tipo di attività non si materializza dal nulla. Tanto è vero che nello stesso momento in cui  entra in vigore il nuovo codice di procedura penale – quando ancora le Aule Giudiziarie non sono dotate di strumenti di registrazione - molti Giudici, nell'esercizio della propria funzione, si avvalgono da subito della collaborazione di fonici per la registrazione e verbalizzatori, attraverso la nomina di periti idonei ad espletare tale attività.

Dalla loro esperienza prese forma e continuità la professione di verbalizzatore per gli atti documentali dibattimentali con la susseguente creazione di Ditte Individuali, Società Cooperative, Consorzi o Associazioni Temporanee di Impresa che nel tempo hanno offerto il loro servizio presso i Tribunali italiani.

 

Il verbalizzattore, ovvero il personale idoneo a ricoprire tale ruolo, presuppone delle caratteristiche essenziali: ottima conoscenza della lingua italiana sia scritta che orale; ottima conoscenza dei dialetti regionali, degli intercalari popolari (per evitare di fraintendere o non essere in grado di capire le dichiarazioni dei testi); ottima conoscenza delle procedure insite nel processo penale (conoscenza dei tempi, delle modalità e dell'ordine degli interventi delle parti in causa); ottima conoscenza del linguaggio giuridico; comprensione dei temi trattati durante il procedimento siano essi di natura medica, scientifica, economica o propriamente tecnica, con relativa conoscenza dei termini specifici contenuti nelle diverse materie.

Il verbalizzatore è colui il quale, dopo aver dimostrato di avere tali capacità, si assume la responsabilità davanti all'Autorità Giudiziaria, previo giuramento, di trascrivere fedelmente ed integralmente quanto inciso sui supporti di fonoregistrazione e, soprattutto, di non divulgare quanto appreso nel corso della propria attività lavorativa.

Tale qualifica, come ben si comprende, non deriva dal possesso di un mero attestato di dattilografia o stenotipia, ma da una attività di formazione del personale interna a ditte che seriamente si sono assunte l'onere di provvedere a dotare i Tribunali di tutta Italia, di tecnici verbalizzatori qualificati ed idonei ad espletare questo servizio.

 

Purtroppo il ruolo del verbalizzatore, non essendo riconosciuto ufficialmente come categoria di lavoro, è stato costantemente in tutti questi anni, anno dopo anno, declassato e depauperato dei più elementari diritti riconosciuti ai lavoratori, pur assumendo nella sua qualifica oneri e responsabilità. Le Ditte che da anni si occupano del settore ed hanno dimostrato professionalità, competenza e capacità nell'espletamento del servizio richiesto, si trovano oggi a competere con chi presume di svolgere questo ruolo tramite personale non adeguato, denigrando in questo modo la qualifica di verbalizzatore ed introducendo di fatto una pessima qualità del servizio che si ripercuote, inevitabilmente, sull'intera funzionalità del sistema giudiziario. Sistema giudiziario che, tramite la trascrizione e quindi l'assunzione di prova orale, garantisce l'esecuzione del giusto processo.

 Anna Maria Tomassi