Ricordo di Marcello Melani

Il 12 aprile 2012 si è spento il prof. Marcello Melani. Era nato a Castelfranco di sotto (Pisa) il 22 novembre 1928 e la famiglia si trasferì in Eritrea, dove rimase fino a quando il cambiamento della situazione politica durante la seconda guerra mondiale, non creò di fatto le condizioni per una sostanziale cacciata degli italiani da quella nazione. 

In Italia conseguì l'abilitazione all'insegnamento della stenografia e si fece poi conoscere grazie ai rapporti che intrattenne quando il prof. Flaviano Rodriguez creò a Firenze l'Istituto Idi. 

Qui collaborò con l'insegnamento e con la cura della rivista Specializzazione fondata nel 1963. Questa rivista divenne punto di riferimento per i cultori e gli insegnanti delle scritture veloci (stenografia e dattilografia all'epoca) per il suo taglio intersistematico, allargando sempre di più il suo interesse allo sviluppo dell'informatica e della vita d'ufficio. 

Col prof. Rodriguez partecipò a molti eventi nazionali ed internazionali che gli permisero di conoscere lo sviluppo che negli Stati Uniti aveva avuto la resocontazione giudiziaria con l'uso delle macchine per stenotipia che avevano gradatamente sostituito la stenografia dopo la seconda guerra mondiale.
Maturò in lui l'idea di realizzare una versione per la lingua italiana, tenendo conto delle esperienze dei sistemi stenografici che avevano affrontato molti aspetti tecnici per la riduzione degli stenogrammi. Realizzò quindi un sistema che consentì di poter scrivere integralmente le parole della lingua italiana, secondo una concezione ortografica-sillabica. Le vocali finali hanno segni distinti da quelle medie, per consentire la chiara identificazione della parola. Questo concetto è diventato importante per la successiva elaborazione (avvenuta verso la fine degli anni '80) elettronica che in una prima fase prevedeva la registrazione su nastro magnetico (le classiche cassette musicali) che dovevano essere poi elaborate, mentre successivamente si passò al diretto trasferimento e decrittazione sul computer.
Data la sua formazione di insegnante, Melani accompagnò la sua invenzione di abbondante materiale didattico, con esercitazioni per la conquista della velocità integrate con dettati a velocità progressiva fino a quelle professionali. Era infatti convinto che la stenotipia avrebbe avuto successo solo se si fosse tradotta in una professione. Nel frattempo il Ministero di Grazia e Giustizia aveva messo a punto il nuovo codice di diritto penale che prevedeva l'introduzione in Italia del rito accusatorio (quello oggi in vigore) che richiedeva una verbalizzazione precisa delle testimonianze. Sarebbe troppo lungo ricordare qui la faticosa partenza di questo progetto che inizialmente prevedeva l'uso esclusivo della stenotipia (come di fatto all'epoca era nei tribunali americani) e che invece si annacquò nel classico compromesso all'italiana.
Marcello Melani si è molto battuto per l'introduzione dell'insegnamento della stenotipia nelle scuole, con corsi di formazione per gli insegnanti anche se la maggior parte purtroppo non fu in grado di cogliere l'opportunità, addirittura ponendo ostacoli alla sua diffusione. Egli non si diede per vinto ed attraverso i corsi di formazione che in conseguenza del progetto del Ministero furono creati, vide il fiorire della sua creature nelle aule giudiziarie.
Il passo successivo fu l'utilizzo della stenotipia per la creazione di sottotitoli: la Rai fu la prima ad utilizzare la tecnologia Melani ed ancora oggi viene usata anche in modalità di telelavoro.
Altra grande soddisfazione per Marcello furono i risultati raggiunti dalle allieve da lui preparate nelle gare nazionali, ma soprattutto in quelle mondiali dell'Intersteno. La prima campionessa fu Cosi Simonetta che da Manneheim (1981) in poi raggiunse con successo le 371 sillabe (circa 150 parole al minuto), ma molti altri nomi sono indelebili per chi ha avuto la fortuna di essere presente ai loro successi: Francesca Cabiati, Simona Centurioni, Nadia Rossetto, Denise Mandirola, Busalacchi Daniela e molte altre che compongono un lungo elenco che non posso ricordare a memoria.
Nei primi anni '90 con lui studiammo una gara di 'trascrizione rapida', il testo doveva essere consegnato entro un massimo di tre volte il tempo di ripresa, questo in antagonismo con i tempi biblici previsti (fino a 2,5 ore) per le gare inernazionali. Lo scetticismo era notevole e portò anche a polemiche varie per chi non riusciva a rendersi conto della realtà di questa possibilità. Le polemiche si ingrandirono quando ad Antalya, su suggerimento dello stesso Melani, proponemmo di trasformare la stessa gara in 'tempo reale', che infatti ebbe luogo per la prima volta a Praga nel 2007 e che fu coordinata dalla prof. Maria Luisa Corti. Anche gli scettici dovettero ricredersi e fu grande l'emozione quando la concorrente spagnola Miriam Martin Garcia si piazzò al primo posto nella gara di ripresa del parlato a 367 sillabe, conquistando pure il primo posto nella gara di trascrizione in tempo reale. La giovane concorrente, allora non ancora 20nne, era ed è praticamente cieca: questo ed i risultati ottenuti aumentarono l'emozione della grande sala che spontaneamente si alzò in una lunga standing ovation mai avvenuta precedentemente in simili occasioni. E Marcello Melani era là, con noi, lieto e schivo ad un tempo.
Nel frattempo aveva infatti messo a punto la versione per la lingua spagnola utilizzata da Miriam, come successivamente realizzò le applicazioni alla lingua portoghese, poi greca ed infine russa.
Il ricordo della sua infanzia in Eritrea, il mal d'Africa come qualche volta diceva, lo portarono a sostenere l'iniziativa di un giornale che permettesse di mantenere i collegamenti con gli italiani che avevano dovuto rientrare a seguito degli avvenimenti cui accennavo all'inizio e ad organizzare raduni annuali che in molti anni hanno tenuto vivo i rapporti tra coloro che avevano dovuto subire il triste evento. La Gazzetta del Sud Africa (che potrete consultare al sito http://www.lagazzettadelsudafrica.net/gli-asmarini-piangono-marcello-melani.html) testimonia il grande lavoro fatto da Marcello Melani e fa riferimento al giornale che praticamente era da lui composto e diffuso ed è tuttora vivo. Potete visionarlo in rete all'indirizzo http://www.maitacli.it/
La sua personalità ed i suoi meriti gli furono sempre riconosciuti da chi lo ha personalmente incontrato, altri non lo hanno capito e forse ora che lui non è più con noi ne piangeranno con noi la dipartita.

 

Gian Paolo Trivulzio 14 aprile 2012