Il telelavoro visto dall'imprenditore

di Leonarda Alonzo

Sono entrata nel mondo della documentazione atti dibattimentali quando non c'erano ancora i Conference Recorder e quindi le microcassette. Ho iniziato con la registrazione delle VHS e riversaggio su Revox B77 con pausa a pedale (solo il pedale pesava un chilo!); attrezzature, oggi, considerate giurassiche! E' come dire oggi a una casalinga che anziché usare la lavatrice, per fare il bucato deve recarsi alla fonte del paese con il pezzo di sapone di marsiglia. Siamo nel marzo 1990. Da questa data nasce la mia storia professionale nel settore della resocontazione giudiziaria; già prima me ne occupavo ma per altri enti pubblici e privati. Ho cominciato da sola presso il tribunale di Teramo per una sola udienza al giorno, poi le udienze diventano due e ancora ce la faccio da sola; poi arrivano le gare locali e necessito di forze e quindi prima un dipendente, poi due, tre e così via via che si acquisiscono tribunali della zona. Oggi siamo in 120! Man mano che cresce l'azienda, e quindi il mio impegno professionale, cresce anche la famiglia, e quindi gli impegni di madre e moglie. Le difficoltà della gestione quotidiana della vita professionale e personale le ho affrontate grazie al sostegno della mia famiglia, da cui ho tratto e traggo la linfa vitale, ma anche grazie al sostegno di coloro che hanno creduto e credono ancora oggi al progetto I.S.P.  La mia carriera è costellata di successi ma anche di momenti difficili in cui, però, mai la voglia di lasciar perdere ha avuto il sopravvento.

Avendo percorso tutta 'la strada' della verbalizzazione, dalla registrazione delle udienze alla direzione di una azienda, comprendo benissimo quali sono le problematiche del lavoro di coloro che operano sul campo e so della "solitudine professionale" di chi svolge tele-lavoro. Infatti, se da un lato il tele-lavoro agevola il lavoro da casa e ha un impatto positivo sui costi gestionali dell'impresa, d'altro canto pone un problema sociale di isolamento della persona che lo svolge, soprattutto perché sempre più il tele-lavoro viene scelto dalle donne  in virtù del compito della cura della famiglia che da sempre la società le ha assegnato. Al fine di attenuare le eventuali problematiche riguardanti l' "isolamento professionale" di chi tele-lavora, ad oggi si ritiene che il miglior compromesso sia una settimana lavorativa in cui vi sia un bilanciamento tra le giornate di lavoro in ufficio e le giornate di lavoro da casa e in tal senso la I.S.P. sta provvedendo, ove possibile, al fine di consentire, soprattutto alle proprie Dipendenti che tele-lavorano, di contemperare le esigenze familiari con le giuste e lodevoli aspirazioni  di professionisti in carriera.