Intervista a Francesco Cellini

1 – Chi è Francesco Cellini, cosa fa nella sua vita?

Sono un perito trascrittore in ambito forense. Trascrivere intercettazioni telefoniche e ambientali nell’ambito di un processo penale è una professione che mi appassiona da sempre. Da 16 anni collaboro con il Professore Luciano Romito del L@bphon - Laboratorio di Fonetica, Università della Calabria, Presidente dell’AISV (Associazione italiana di scienze per la voce) della quale sono associato, nonché socio del GFF (Gruppo di Fonetica Forense).

I miei servizi sono rivolti e indirizzati: 

  • Ad enti pubblici [registrazione e trascrizione di consigli comunali, provinciali e regionali];
  • A strutture comunitarie e sociali [registrazione e trascrizione di convegni e congressi];
  • In ambito giudiziario [registrazione e trascrizione udienze penali, interrogatori, indagini difensive, audizione di minori in sito protetto].

 

2 – Come hai deciso di intraprendere questa professione?

E’ nato tutto per caso. Era il lontano 1992, e casualmente mi sono ritrovato presso gli uffici di una ditta di resocontazione giudiziaria di Cosenza dove tutte le persone addette a quel settore erano in difficoltà in quanto non riuscivano a smaltire la notevole mole di  lavoro. Mi si propose di provare a trascrivere un processo penale. “Che sarà mai?”, pensavo, “Roba da PC, si può provare!”, dato che avevo dimestichezza con il mondo dei computer in quanto da sempre appassionato autodidatta. Ricordo che in quel periodo storico il top dei PC era il modello 486, ma già lavorare su un 386 era soddisfacente. Quella mattina però tutti i computer erano occupati, e mi venne assegnata una macchina di videoscrittura marca Olivetti, di quelle che il progresso odierno definirebbe “a manovella” per il semplice fatto che bisognava prima caricare il software [ambiente DOS] e dopodiché si poteva iniziare a trascrivere con quello del momento: il famoso Word Star! Da quel momento è diventata la mia professione, una trascrizione interminabile che dura ormai da 20 anni!

 

3 – Durante il tuo percorso lavorativo quali sono state le tue maggiori soddisfazioni e quali le tue maggiori delusioni?

Le maggiori soddisfazioni le vivo in udienza quando vengo citato in qualità di perito per esporre il mio elaborato, quando ricevo i complimenti dai magistrati e dagli avvocati, che approfitto di “catechizzare” sulla materia, troppo spesso non compresa dallo stesso mondo giudiziario. Quindi per me è una conquista quando le parti mi ascoltano con interesse e mi pongono domande tecniche per soddisfare la loro curiosità. Trascrivere e depositare una perizia comunque è già una soddisfazione professionale perché è sempre un traguardo che raggiungi dopo tante difficoltà ed imprevisti che puntualmente si presentano. Ad oggi la più grande, sia a livello professionale sia a livello di “immagine”, è stata quella avuta depositando in un tribunale del centro Italia una difficilissima perizia riguardante oltre 3000 file audio contenenti sia intercettazioni ambientali e sia intercettazioni telefoniche, tutte in dialetto calabrese. E’ stata una soddisfazione particolare riuscire a portare a termine un lavoro veramente impegnativo che io stesso ritenevo quasi impossibile e a cui altri colleghi avevano dovuto rinunciare per la complessità della perizia. La maggiore delusione arriva quando ricevo un decreto di liquidazione da parte di un magistrato e mi vedo tagliato economicamente un lavoro svolto con pignoleria, dovizia e professionalità. E’ davvero umiliante accorgersi che a questa professione non viene riconosciuto il suo giusto valore e che alla fine guadagni meno di una badante. Sono le delusioni professionali più dure da digerire.

 

4 – Parlaci di Perseo. Cosa ha spinto Francesco Cellini ad essere Perseo e nel tempo chi o cosa è diventato Perseo?

Perseo è un blog che nasce il 17 settembre 2007, una piazza virtuale dove all’origine l’intenzione era quella di riunire tutti i colleghi sparsi in Italia e per la prima volta confrontarsi come non mai sulle problematiche della verbalizzazione giudiziaria. Qualcuno soprannominò il Blog di Perseo “Striscia la notizia del settore”, e sinceramente condivido, visto che prima della sua esistenza si ignoravano tanti fatti, tante notizie e tante realtà lavorative che ci riguardano. L’ho chiamato Perseo sia perché mi piaceva questo eroe della mitologia greca, figlio di Zeus, sia perché la statua scolpita ubicata a Firenze è dell’artista Benvenuto Cellini, e il fatto di avere questo cognome è stato un ottimo suggerimento. Inoltre questa figura mitologica mi ha sempre dato una sensazione di “giustizia”: quel guerriero che riuscì ad avere la meglio su Medusa, una donna bellissimache rappresentava la perversione intellettuale e che riusciva ad affascinare gli uomini, che non riuscendo a trattenersi si voltavano a guardarla trasformandosi poi in pietra. La motivazione principale per cui ho deciso e pensato di aprire un blog “nostro” non era quella di diventare un “tagliatore di teste” ma quella di dare dignità a questo nostro settore sempre più di basso livello. Perseo sicuramente è stato motivo di inspiegabili divisioni tra colleghi, perché forse non si è colta la vera motivazione e non si è approfittato del potere della rete, e per molti è diventato un nemico. Perseo ha rotto il silenzio, ha cercato di far crollare un muro di gomma che esiste ancora oggi probabilmente, ha denunciato l’omertà, la connivenza tra forza lavoro e imprenditori. E’ stato il punto di riferimento di tanti colleghi e non, addirittura anche il Ministero “visitava” spesso il blog, forse l’unica fonte di notizie.

 

5 – La maggior soddisfazione di Perseo e la maggior delusione di Perseo?

Soddisfazioni e delusioni tante! Una delle più belle soddisfazioni è di aver organizzato per la prima volta nella storia della verbalizzazione la manifestazione nazionale. Era  il 9 maggio 2008, davanti al Ministero di Giustizia. Si fece volantinaggio, un’occasione per far conoscere alla gente chi eravamo e cosa facevamo. Nello stesso tempo fu una grande delusione, un fallimento, visto che mi aspettavo quasi 200 presenze e alla fine ne presenziarono solo 39. [Vedesi http://covitnews.blogspot.com/]

Altra soddisfazione sempre il 9 maggio 2008: oltrepassai, assieme all’allora presidente Covit, la soglia del Ministero di Giustizia e — senza essere annunciato e senza appuntamento — riuscii a parlare con l’allora funzionario responsabile delle gare di appalto. Si parlò per più di venti minuti sulle perplessità della gara nazionale che aveva creato il monopolio, e si riuscì a strappare una promessa al funzionario, ovvero che la gara successiva sarebbe stata a lotti. Ne proposi 6 ma ne arrivarono 4, di cui uno per l’inutile portale! Più che soddisfacente tutto sommato.

 

6 – Perché hai deciso di chiudere il blog di Perseo?

Era già accaduto in passato, ma stavolta è stata veramente definitiva la chiusura del blog. Penso che Perseo abbia fatto il suo corso, anzi fin troppo, ha dato per tre anni e mezzo la possibilità di fare aprire gli occhi ai colleghi, la possibilità di credere nelle proprie possibilità e soprattutto di non dimenticare che abbiamo tutti una dignità. Dopo questi lunghi anni è tempo di crescere, è tempo che tutti sappiano discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ma resta il grande sogno: Unione e lavorare con la dignità che meritiamo tutti.

 

7 – Parliamo di ANRV (Associazione Nazionale Resocontisti e Verbalizzatori) sorta un anno fa e di cui sei stato fondatore e componente del direttivo nella qualità di segretario/tesoriere. Come Francesco Cellini si è trovato a fondarla, perché e come mai oggi non ne fa più parte?

C’è sempre stata la prerogativa di creare qualcosa che serviva ad unire, un qualcosa che puntasse al riconoscimento della categoria e soprattutto tutelasse la categoria. Prima di parlare di ANRV parto da un po’ più lontano, quando già nei primi anni Novanta nasceva l’Associazione Italiana Resocontisti Stenografici il cui presidente era Fausto Ramondelli; si arriva al 1997 con la nascita della FENIR, ovvero la Federazione Nazionale Imprese di Resocontazione, in vita fino al 2005 all’alba della gara nazionale; nel frattempo nasce anche il COVIT, ovvero il Coordinamento dei Verbalizzatori Italiani che nel 2006 andò in stand-by e che si tentò di riattivare nel 2008 assieme con altri colleghi, ma la cosa fallì dopo sei mesi. C’è da dire comunque che COVIT e FENIR, insieme, hanno portato avanti tante battaglie e per tanti anni contro il Ministero, soprattutto quando non venivano erogati i crediti alle aziende di resocontazione dei tribunali o quando finivano i fondi.  Da quel 2008 al 2011 niente più voglia di associarsi. Nel 2010 grazie al social network Facebook nasce l’idea di proporre un contratto di categoria e quindi l’idea di creare proprio un’associazione vera che puntasse all’unità di tutti i colleghi verbalizzatori e resocontisti italiani. Così a marzo 2011 nasce ANRV, fondata con altre colleghe. Il mio ideale associativo purtroppo subito si scontrava con l’ideale delle colleghe fondatrici: io sognavo da sempre una associazione formata sia dalla forza lavoro (che avrebbe avuto potere decisionale), sia dalla forza imprenditoriale (senza potere decisionale), la quale quest’ultima avrebbe avuto la figura di sponsor, ma soprattutto avrebbe dato un certo peso a livello di immagine nelle contrattazioni con Ministeri e sindacati. Il mio ideale di associazione di categoria moriva sul nascere. Da lì è stato un susseguirsi di incomprensioni e di incompatibilità con alcuni componenti del direttivo e fondatori, così per il bene di tutti la mia strada si è separata da quella dell’associazione. Quindi ad oggi ufficialmente posso dire che non ne faccio più parte per incompatibilità!

 

8 – Qual è stato da sempre l’unico scopo di Cellini/Perseo e perché secondo te intorno al tuo personaggio si dice tutto e il contrario di tutto nel mondo dei verbalizzatori?

Il risveglio delle coscienze, capire che avere una dignità non è un optional ma uno status. Non lo so perché intorno al mio personaggio e soprattutto alla mia persona si è costruito di tutto e di più, si è detto tutto e il contrario di tutto. Una cosa è certa, non ho mai diffamato nessuno, e ho sempre scritto ciò che si poteva toccare con mano. Hanno cercato di infangarmi con illazioni assurde. E’ la sorte di chi è libero da tutto e da tutti. La cosa più triste è che si parla di Perseo-Cellini senza conoscerlo né di persona né professionalmente. Le persone pulite sono quelle scomode, quelle che per la giustizia non guardano in faccia a nessuno. Perseo è stato uno di questi [chiedo scusa per il finale polemico ma ci sta] e ha buttato un grosso masso in quel lago dove da decenni ristagnava l’acqua che in superficie appariva limpida, ma non era così.

 

9 – Pensi che il personaggio Perseo sia stato determinante per le scelte lavorative dei tuoi colleghi sparsi in tutta Italia?

Non so se ridere o se piangere di fronte a questa domanda, non tanto per la stessa ma per il contenuto. Se veramente c’è gente che si è fatta influenzare da Perseo, beh, di questa gente la verbalizzazione giudiziaria non ne ha bisogno. Consigli sì, ne ho dati, sia come Perseo sia come Cellini, ma certo se siamo al punto che dici ad un fonico “Vai in udienza in costume da bagno” e lo fa, certo non si può dare la colpa a Perseo. Penso più che sia successo il contrario: “Non ascoltatelo perché dice solo bugie e falsità!”, e mi riferisco quando ho scritto qualcosa contro i cocopro che ritengo illegali [mia opinione personalissima] poiché parlare di progetto in un settore che esiste da oltre 20 anni, beh, fate voi!

 

10 – Francesco Cellini con quante ditte attualmente collabora e di chi fa gli interessi, oggi, aspettando un appalto di gara che tarda ad uscire?

Non collaboro con nessuno, sono un libero professionista o meglio una ditta individuale. Faccio parte dell’esercito “Quelli della Partita IVA” e in questo momento non ho né contratti né contatti con altre ditte di verbalizzazione. Ogni giorno mi sveglio e vado a vendere la mia professionalità proponendomi sul mercato liberamente, nella speranza di trovare buoni collaboratori con i quali stipulare accordi dignitosi.

 

11 – Ultima domanda: cosa ti auguri per il futuro del nostro settore e qual è secondo te la strada giusta da intraprendere per creare una vera unione tra noi professionisti?

In futuro mi auguro che si prenda consapevolezza di ciò che siamo, ovvero il vero motore della verbalizzazione giudiziaria. Per quanto riguarda la creazione di un’unione vera tra di noi per ora la ritengo un’utopia, ed è una conclusione alla quale giungo prendendo in considerazione gli innumerevoli tentativi falliti che sono stati intrapresi nel corso degli anni da chi come me ci credeva.

 

Resocontinforma ringrazia per la disponibilità.